CasaLibereria

La casa di tutti noi

CONCERTO 
“MADRIGALI ET ALTRI… AMORI”
Paola Di Silvestro
Domenica 18 febbraio ore 18
Casa Libereria – Via delle Rose 36B

Quando parliamo di MADRIGALE, in musica ci riferiamo soprattutto ad una composizione musicale profana. Nelle corti si riunivano non solo re, regine, principi e principesse, ma anche musicisti e poeti, e tutti erano avvezzi a dilettarsi di musica, poesia, danza e teatro; i brani musicali venivano interpretati o a sé oppure intercalavano gli altri tipi di performance. Negli anni ‘500 e ‘600 il MADRIGALE è al suo culmine, seguendo l’esempio del madrigale poetico letterario propone tematiche pastorali, di miti ancestrali e aneddoti di vita quotidiana; e come nella precedente tradizione medievale e di amor cortese dei trovatori, dei trovieri e delle trobaritz molti sono incentrati sull’argomento amoroso.
Con il MADRIGALE esplode la polifonia ovvero il canto a più voci con essa l’armonia verticale, il sistema tonale e degli accordi. E io in questo concerto presenterò dei brani che rispecchiano questo nuovo modo di fare musica, che nasce con l’Ars Nova in un incontro tra le melodie italiane e il contrappunto fiammingo di cui il brano: “Il bianco e dolce cigno” di Jacques Arcadelt uno dei massimi esponenti del genere. Li propongo in una rielaborazione per canto accompagnato da chitarra classica.
Non possiamo ancora parlare di Aria lirica, a parte il brano di Giulio Caccini: “Tu c’hai le penne amore”, perché non vi è ancora la struttura che poi si distinguerà grazie alla nascita dell’opera lirica che è quasi vicina con Monteverdi di cui io proporrò il madrigale: “Con che soavità labbra odorate”. Inoltre alcuni dei brani riflettono come contenuti appunto i madrigali e altre forme antiche come la tenzone o contrasto di amanti di precedente tradizione, medievale appunto, quali sono i brani di Girolamo Frescobaldi: “Così mi disprezzate” e “Se l’aura spira”.
Il riferimento al MADRIGALE oltre che ai contenuti, alla struttura spesso legata alle danze, avviene soprattutto per la vocalità rinascimentale, barocca e disseminata di preziosismi e infiorettature tipiche di questo stile; nella scrittura musicale una delle caratteristiche del madrigale sono proprio i “MADRIGALISMI” ovvero la rappresentazione attraverso note più lunghe o più corte, più gravi o più acute non solo degli stati d’animo ma della realtà circostante: buio, luce, cielo, morte, vita, amore e spiritualità così come lentezza e brio della musica. La villanella napoletana: “Sta vecchia canaruta” l’ho inserita perché è una delle conseguenze del madrigale insieme alla frottola. Ad alcuni brani musicali ho anche fatto un lavoro creativo di aggiunta di melodia o testo, ispirata dalla bellezza musicale al brano di Barbara Strozzi: “Che si può fare” e al “Tourdillon” uno dei due brani medievali l’altro è “Kalenda maya” di Raimbaud de Vaqueiras molto conosciuto e esplicativo della poetica trobadorica sulla struttura della Estampida una danza medievale.
Ultimo brano un ritrovamento della bravissima mezzo soprano Katie Berberien, che la cantava, insieme al compositore Berio, ricavata da un vecchio vinile il cui testo onomatopeico cerca di riproporre quello originale di una ipotetica “Azerbaijan Love Song”.
Paola Di Silvestro

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